
Franca Alaimo su "Il Tema del lupo"
"Il tema del lupo" è un libro complesso, nel senso strettamente etimologico del termine (derivante dal latino cum: insieme, e plectere: intrecciare), se è vero che esso attinge lessicalmente e concettualmente a vari settori del sapere, quali la musica, la filosofia, la matematica per costruire un mirabile e potente affresco in cui intimità di sentimenti, spazi esterni (autostrade, fabbriche dismesse, cavalcavia), la natura (animali, cieli, fiori, campi di grano), ricordi (il libro si apre e si chiude con episodi relativi alla stagione dell' infanzia), la figura dell'amata vengono cantati con un ritmo battente, rafforzato da rime, allitterazioni, varianti sonore spesso preziose.
Prevalente è la nota oscura della notte, più prossima al mistero, alla ridda di pensieri dolorosi, al sentimento dell' inganno, all' impossibilità di definire la realtà. Tra la notte e il giorno il diaframma dell' alba sembra affermare e
insieme negare lo slancio desiderante. La donna amata, dagli occhi incandescenti -che ricordano quelli di un lupo selvatico e libero- nelle cui iridi sembra di scorgere un varco verso la trascendenza, una luce che, al contrario di quella della Beatrice dantesca e della stessa musa montaliana, è anche luciferina.
La qualità lessicale, assai varia, mescolando termini quotidiani ad altri specifici e inusuali, sottolinea il continuo oscillare del poeta fra disincanto e stupore, tra concretezza e visionarietà, tenerezza e lacerazione.
Che ogni cosa è a destinazione
nell' erba alta che allaga la visuale
ho piantato dei nomi
sullo stesso meridiano della tua croce
dove fiotti di cielo azzurrano
i marciapiedi della pista
ciclabile e sillabando
erompono in fiore.
22/02/2026